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Tahiti e Moorea
Feb 24th, 2010 by davide

Polinesia Francese, un nome che evoca luoghi da sogno, relax e lusso. Beh, spesso lo è, ma non necessariamente per tutti. Il nostro viaggio verso la Polinesia inizia male, ancora prima di lasciare l’Australia. Alle quattro del mattino dobbiamo litigare con la signora del check-in di Sydney a causa del biglietto elettronico. Appena prima del volo Davide perde le carte di credito. Come se non bastasse, arrivati a Tahiti ci rechiamo al porto per prendere il ferry per Moorea e scopriamo che gli orari sono cambiati e dobbiamo aspettare sei ore!

Ma non tutti i mali vengono per nuocere, infatti aspettando il ferry conosciamo Tomas e Lisen, una simpaticissima coppia svedese che è nella nostra stessa situazione. Loro stanno viaggiando per nove mesi con la loro figlia di cinque anni, Alexandra.

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Arrivati a Moorea scopriamo con piacere che il nostro hotel è molto carino. La stagione non è quella giusta, piove spesso ma l’isola è bella. L’acqua è estremamente limpida e calma. La barriera corallina circonda quasi totalmente l’isola proteggendola dal mare. Nella laguna è possibile spostarsi con il kayak ed avvistare facilmente squali e razze, che si avvicinano curiosi.

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La sera non c’è molto da fare. I nostri amici svedesi soggiornano in un camping vicino e spesso organizziamo cenette con loro e con gli altri backpacker del camping. I prezzi esorbitanti della Polinesia incentivano la cucina fai da te!

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A metà settimana arriva una notizia che ci preoccupa un sacco. È stata dichiarata un’allerta tifone! Il tifone dovrebbe raggiungere l’isola il giorno prima del nostro volo! Per fortuna nei giorni seguenti il tifone si indebolisce fino a trasformarsi in una debole depressione atmosferica. Sollevati, esploriamo l’isola in auto, come sempre pero’ disturbati dall’immancabile pioggia.

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L’ultimo giorno torniamo in ferry a Tahiti. Passiamo il pomeriggio in città in attesa del volo e ne approfittiamo persino per andare al cinema, un lusso raro quando si viaggia. Dopo una cenetta a base di pollo grigliato cucinato nelle roulotte ambulanti insieme a un tassista un po’ matto, siamo finalmente pronti per volare a Rapa Nui, l’Isola di Pasqua!

La Polinesia ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, sarà la stagione sbagliata, magari l’allerta tifone, o qualche sfortuna personale… Non sappiamo bene, probabilmente è una destinazione che può essere assaporata appieno solamente scegliendo il lusso, sicuramente non da backpacker!

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