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Back to Kathmandu e Chitwan National Park
Oct 26th, 2009 by giulia

Qual’e’ la prima cosa da fare quando si finisce un trekking di due settimane? Anzi, per essere piu’ precisi (e per tirarcela un po’) il trekking e’ durato esattamente 16 giorni, con un totale di 76 ore di cammino, per percorrere a piedi 190km, partendo da un’altezza minima di 800m sul livello del mare e arrivando a 4540m (e ritorno, ovviamente!), cioe’ all’incirca 3700m di dislivello in salita e poi di nuovo in discesa.

Ok, finite le statistiche! Stavamo dicendo, cosa si fa finito il trekking? Per prima cosa e’ di fondamentale importanza ritornare a Kathmandu, dove si ritrovano i propri bagagli… chi l’avrebbe detto che possedere 4 magliette e piu’ di 3 mutande potesse essere un grande lusso? Senza contare il piacere immenso di spalmarsi della crema idratante sul viso… In secondo luogo, bisogna mangiare della carne, di qualsiasi tipo (finalmente!) e, perche’ no, magari pure una bella pizza cotta in un vero  forno a legna.

Ma queste sono solo le cose assolutamente obbligatorie. Per gli amanti del relax (come noi!), ecco una vera chicca: un pomeriggio intero nella piscina dell’Hotel Hyatt (avete presente?)… esperienza surreale, trovandosi in Nepal, ma… come potete vedere Giulia ha apprezzato molto!

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Bene, dopo essersi ripresi dalle fatiche si puo’ ricominciare a viaggiare, ed e’ quello che abbiamo fatto. La meta scelta e’ stata il Chitwan National Park, alla ricerca delle tigri. Ma trovandosi un po’ lontano (e dato che i bus nepalesi non possono essere definiti proprio confortevoli, soprattutto quando si viaggia in piedi o sul tetto!) abbiamo pensato di fare una parte del tragitto con un mezzo di trasporto un po’ particolare: IL RAFTING! Moooolto divertente (anche Giulia dopo qualche minuto ha riacquistato il suo colore naturale, dopo aver ascoltato le spiegazioni della guida come una condannata a morte, bianca come un fantasma)!

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In qualche modo quindi siamo arrivati al parco naturale, in mezzo alla giungla. Tra un litigio e l’altro con i gestori del nostro hotel, che facevano di tutto per abbindolare i poveri clienti, siamo riusciti a vedere anche qualche animale. Niente tigri, purtroppo, che sono molto rare in questo parco, ma a bordo di una canoa abbiamo potuto osservare dei giganteschi coccodrilli e tanti uccelli colorati. E poi abbiamo usato anche il mezzo piu’ ecologico: l’elefante, che ci ha portato in giro per la giungla alla scoperta dei cervi (che mal di mare!).

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Ma la migliore attivita’ in assoluto che si possa fare in questo parco e’ il bagno… guardate un po’ chi ti aiuta a lavarti!!!

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Dopo le altissime montagne innevate, e’ stato assurdo ritrovarsi in un clima tropicale… il Nepal e’ un paese davvero variegato che offre possibilita’ per tutti i gusti… consigliatisssssssimo!!!

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Annapurna
Oct 19th, 2009 by davide

Il Circuito dell’Annapurna, il secondo trek piu’ famoso del Nepal (dopo quello del Campo Base dell’Everest, ovviamente). 210 km attorno a una catena montuosa da 7000-8000m. E una grande incognita, il Thorung La, un passo altissimo da 5416m. Dopo esserci informati e preparato lo zaino decidiamo di tentare la spedizione. Davide si presta da piccolo porter amatoriale portando ca 13kg di zaino, Giulia opta per un normale zainetto.

Un minivan ci porta a Besi Sahar situato a… 800m! Ebbene si’, il Nepal non e’ sempre cosi’ alto come uno pensa. Anche le temperature sono tropicali, e all’inizio camminiamo in mezzo a banani e risaie. Ogni tanto siamo superati dai bus locali, stipati all’inverosimile.

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Dopo qualche ora la strada finisce e ci si para davanti il Manaslu, all’ottavo posto mondiale con i suoi 8156m. E’ cosi’ alto che sbuca al di sopra delle nuvole.

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Nei giorni seguenti ci abituiamo alla routine: mangiare, dormire e camminare. Ci svegliamo alle 6 e alle 20 siamo gia’ a letto! Anche lo zainone sembra diventare piu’ leggero.

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Rimaniamo impressionati dai porter nepalesi che portano fino a 30 kg di materiale per ore, come delle piccole formichine.

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Sul piu’ bello pero’ l’imprevedibile ci coglie, nonostante il monsone sia finito inizia a piovere! Ogni giorno ci svegliamo con apprensione scoprendo che il tempo e’ ancora brutto. Passiamo molte ore nelle lodges davanti alla stufa aspettando il bel tempo e schivando le gocce che cadono dal soffitto.

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Dopo ben cinque giorni un cambiamento… nevica!

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La depressione e’ rampante, ma finalmente il giorno dopo, arriva il sole. Ci svegliamo e ci troviamo davanti Annapurna II, III e IV. L’aria e’ limpidissima, la visione e’ irreale. Siamo quasi a quota 3500m, altezza limite oltre al quale bisogna abituare il corpo all’altezza. Decidiamo insieme a diversi ospiti della lodge di andare all’Ice Lake, a 4600m, una salitona che serve per l’acclimatazione.

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La salita e’ dura, c’e’ molta neve e fa freddo, molta gente desiste a 4000m. Davide continua con Linda, una turista olandese. Il paesaggio e’ stupendo, sembra di toccare le Annapurna con un dito.

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Arrivati al lago ci aspetta una sorpresa, Albertos, un turista spagnolo ci ha preceduti e ha preparato un party per il suo compleanno. Beviamo birra gelata a 4600m!

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Il giorno seguente continuiamo la nostra ascesa verso il passo del Thorung La. Purtroppo l’altezza, i giorni di freddo e le condizioni igieniche non proprio perfette cominciano a farsi sentire per Giulia. Raggiunta la quota di 4500m decidiamo, non senza tristezza, di rientrare.

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Nonostante la sfortuna che ci ha attanagliato, e’ stata un’esperienza fantastica. Diversi trek in Nepal sono logisticamente molto facili, ogni una o due ore di cammino si trovano dei ristoranti o dei semplici alberghetti dove mangiare e riposare. Persino le tratte piu’ alte sono praticabili senza nessuna conoscenza tecnica di alpinismo. A volte quasi non ci si accorge di essere sopra ai 4000m, se non fosse per la carenza di ossigeno che fa annaspare e provoca una lentezza da lumaca davanti alla minima salita. Il trekking e’ anche una bellissima esperienza sociale, in cui si ha l’occasione di condividere tanti momenti con persone di tutte le nazionalita’.

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Davide sta gia’ pensando al trekking del Campo Base dell’Everest. Come recita lo slogan ufficiale: Nepal, Once is not Enough”.

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Kathmandu
Oct 17th, 2009 by giulia

Il Nepal ci accoglie a braccia aperte, e dopo la rigidita’ cinese approfittiamo subito della liberta’ ritrovata e della semplicita’ di questa nazione… alberghi, trasporti pubblici  e permessi, niente e’ un problema qui… e tiriamo un bel sospiro di sollievo! Il traffico, i rumori, gli odori, l’aspetto della gente… tutto ci fa rendere conto di essere in un altro paese.

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Capitiamo proprio nel bel mezzo del Dashain, una delle feste piu’ importanti del Nepal. Tutti sono vestiti a festa e dietro ogni angolo sbucano dei santoni pronti a disegnarti un punto sulla fronte… in cambio di qualche soldo. Attenzione agli attacchi alle spalle!

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Il Nepal e’ un paese molto povero, ma qui ogni occasione e’ buona per fare festa, in un  miscuglio di religioni e credenze che legano Hindu e Buddisti in un tripudio di templi e colori.  E’ questo il primo paese del nostro viaggio dove riusciamo a percepire lo spirito religioso radicato nelle persone, e dove i luoghi di preghiera ci ispirano un grande senso del sacro.

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A Kathmandu ci sono un sacco di cose da visitare, quasi non si sa da che parte incominciare, ma in ogni caso non bisogna scordarsi della gigante e magnifica Durbar Square, coi suoi innumerevoli templi induisti.

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Passiamo poi al buddismo scarpinando sulla ripida collina del “Monkey Temple”. Accompagnati lungo i nostri passi da un sacco di scimiette.

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Non dimentichiamo chiaramente la stupa di Boudhnath, la piu’ grande del paese. Una grande piazza circolare dove tutte le persone camminano in senso antiorario, facendo girare le 108 ruote della preghiera.

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Ma non si puo’ visitare il Nepal senza pensare immediatamente alle montagne, e dopo un volo panoramico che ci porta ad ammirare il Monte Everest, siamo pronti per partire per un lungo trekking… l’Himalaya ci aspetta!

2009_09_29_07_22 Stampa il post Stampa il post
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© Davide & Giulia 2009