»
S
I
D
E
B
A
R
«
Rajasthan
Nov 22nd, 2009 by davide

Il viaggio verso il Rajasthan e’ lungo. Da Mc Leod Ganj uno scomodo bus notturno ci porta tra scossoni e curve fino a Delhi. Dopo aver riposato qualche ora andiamo in stazione per prendere il treno e  scopriamo con nostro orrore… di aver sbagliato stazione! Abbiamo solo 20 minuti per correre alla metropolitana e andare verso l’altra stazione, sembra una missione impossibile ma riusciamo all’ultimo minuto a salire sul treno. Ci aspetta un viaggio di 19 ore che ci porta a Jaisalmer, nel cuore del deserto del Thar.

La citta’ era un importante centro commerciale ai tempi della via della seta. In tutta la citta’ si vedono le haveli, le case dei commercianti, realizzate in pietra finemente scolpita. Il forte, di color sabbia, domina la citta’. Sembra quasi un castello fatto da un bambino sulla spiaggia. Si respira un’atmosfera rilassata, molto diversa dalla caotica Delhi.

2009_11_10_17_17 2009_11_10_17_25

2009_11_10_17_32 2009_11_10_18_10

Il giorno seguente ci avventuriamo nel deserto circostante con il miglior mezzo esistente: i dromedari! Il gruppo e’ composto da noi due, un giapponese e due cammellieri. Il ritmo e’ rilassato, cavalchiamo per un po’, mangiamo del semplice cibo cotto con un fuoco minuscolo dai nostri cammellieri e ci riposiamo. Qui beviamo il miglior chai di tutta l’India! La sera dormiamo all’aperto, sotto un magnifico cielo stellato.

2009_11_11_17_16 2009_11_12_16_11

2009_11_11_12_52 2009_11_12_07_36

Durante il nostro tragitto incontriamo dei piccoli villaggi in mezzo al nulla, abitati da gente molto semplice che ci accoglie con curiosita’.

2009_11_12_10_59 2009_11_12_09_18

2009_11_11_12_48

Tornati a Jaisalmer, ci dirigiamo a Jodhpur, la citta’ blu. Il centro storico di questa citta’ e’ tutto di questo colore. Originariamente il colore indicava le case dei Brahmini, i rappresentanti della casta piu’ alta in India. Anche qui uno stupendo forte, estremamente imponente, si trova al centro della citta’.

2009_11_15_15_18-001 2009_11_19_10_58

Purtroppo anche qui, come a Delhi, un’influenza intestinale ci colpisce inesorabilmente. Decidiamo quindi di affidarci alle cure della medicina Made in India!

2009_11_19_10_11

Un po’ scossi ma in forma decisamente migliore ci rechiamo a Udaipur. L’attrazione principale e’ il City Palace, un palazzo largo piu’ di 200m costruito nell’arco di 500 anni. Il lago circostante e’ punteggiato da palazzi costruiti su isole artificiali. Gli abitanti sono fierissimi del film di James Bond, Octopussy, girato quasi interamente a Udaipur: da anni, ogni giorno, in ogni guesthouse e ristorante della citta’, viene proiettato puntualmente alle 7 di sera :-)

2009_11_20_12_31 2009_11_20_17_18

2009_11_20_17_21 2009_11_20_17_37

Nei dintorni di questa citta’ visitiamo il forte di Kumbhalgar, protetto dal secondo muro fortificato piu’ lungo del mondo: 36 km!

2009_11_21_11_19 2009_11_21_12_18

Nella stessa giornata visitiamo il tempio giainista di Ranakpur. L’architettura e’ straordinaria, il tempio e’ composto da 1444 colonne, ognuna diversa dall’altra.

2009_11_21_15_51 2009_11_21_15_45

Il nostro viaggio in India e’ ormai alla sua fine. Tra qualche giorno voleremo in Thailandia, dove non vediamo l’ora di rilassarci al mare!

Stampa il post Stampa il post
Punjab e Himachal Pradesh
Nov 20th, 2009 by davide

Dopo Delhi ci trasferiamo nello stato del Punjab, a Chandigarh, citta’ ideata dall’architetto svizzero Le Corbusier (anche se qui viene a volte definito come francese!!!). Gli enormi viali perpendicolari di questa citta’, che separano i vari quartieri (settori) pieni di alberi e giardini, rendono Chandigarh decisamente diversa da ogni altra citta’ indiana.

Qui facciamo conoscenza con il simpaticissimo Narinder Singh, un eccentrico funzionario in pensione sempre alla ricerca di turisti da consigliare e portare in giro per i templi della citta’.

2009_10_31_19_30

La citta’ e’ anche famosa per il Rock Garden. Nel 1957, un funzionario indiano, Nek Chand, inizia a costruire un labirinto di spazi, laghetti, cascate, popolato da personaggi costruiti tutti con materiale riciclato. La sua opera continua indisturbata per vent’anni. Il governo scopre il suo mondo segreto e lo apre al publico, al giorno d’oggi e’ cresciuto ancora fino ad occupare una superficie di 160000 m2!Aggirarsi per il parco e’ un’esperienza magica, sembra di essere caduti nella tana del coniglio!

2009_11_01_16_13 2009_11_01_16_15

Chi sono questi qua? Degli amici? No, sono i soliti indiani che incuriositi dalla nostra diversita’ ci chiedono gentilmente: “May I take a picture with you?” :-)

2009_11_01_15_50

Nel Punjab rimaniamo affascinati dalla religione Sikh e dai suoi fedeli, degli uomini alti e fieri che portano il turbante. Si contraddistinguono per cinque simboli che portano quotidianamente: un coltello, i capelli lunghi, un bracciale d’acciaio, un pettine e degli indumenti speciali.

La religione Sikh e’ nata dal rifiuto del sistema delle caste induista. Secondo il loro primo guru tutti gli uomini sono uguali e hanno gli stessi diritti. A causa di questi loro principi hanno dovuto difendersi da molte persecuzioni, combattendo duramente. Sono considerati a giusto motivo dei valorosi guerrieri. La fratellanza professata dai Sikh si vede soprattutto nei loro templi, dove tutti sono i benvenuti, senza nessuna distinzione di casta, religione e colore. E ognuno e’ invitato a condividere un pasto gratuito offerto nei templi.

2009_11_02_11_57 2009_11_03_13_42

Ad Amritsar abbiamo visitato il tempio Sikh piu’ importante: il Golden Temple. Un gioiello dorato che galleggia su un lago artificiale. Al suo interno e’ custodito il libro sacro con gli insegnamenti originali dei loro guru. E’ un luogo sereno dove la gente viene in pellegrinaggio da tutto il mondo.

2009_11_03_12_17 2009_11_03_22_10

Un luogo meno pacifico e’ invece la frontiera tra Pakistan e India, a pochi km da Amritsar: l’unico luogo dove e’ possibile attraversare il confine tra i due bellicosi vicini. Ogni sera la frontiera viene chiusa in una roboante cerimonia. Il pubblico e’ rumoroso e agitato. Da una parte e l’altra del confine ci sono degli spalti, si avverte un’atmosfera da derby Ambri’-Lugano. Per intrattenere il pubblico i doganieri pompano della chiassosa musica indiana.

2009_11_03_16_56 2009_11_03_17_28

Tutto a  un tratto il silenzio, delle guardie impettite con in testa delle piume cominciano a urlare, marciano verso il confine provocando le guardie dall’altra parte. Un conduttore incita il pubblico: “Hindustan Zindabad” (lunga vita all’India). Dopo qualche minuto di schermaglie, le guardie dei rispettivi paesi si danno brevemente la mano e abbassano simultaneamente le bandiere. Assistiamo increduli a questo spettacolo che si ripete immancabilmente ogni giorno.

2009_11_03_17_01 2009_11_03_17_19

Dopo tutta questa bellicosita’ da caserma preferiamo qualcosa di piu’ pacifico, prendiamo una massacrante corriera alla “Van de Sfroos” e ci rifugiamo nelle montagne dell’Himachal Pradesh, piu’ precisamente a Mc Leod Ganj, la residenza in esilio del Dalai Lama. Qui respiriamo un’aria migliore, piu’ rilassata delle citta’ indiane e meno inquinata!

Il Dalai Lama non c’e', a quanto pare in questo momento e’ in visita in Giappone, ma abbiamo il tempo per informarci meglio sulla triste storia di questo popolo che ha avuto una storia molto difficile, sia per le dure condizioni della loro terra, sia per le persecuzioni causate dal governo cinese. Durante una cena discutiamo con un giovane della nostra eta’, che con un sorriso ci racconta la sua lunga traversata dal Tibet all’India, attraverso montagne altissime, camminando unicamente di notte per paura delle guardie.

2009_11_07_15_50

Ma la vita a Mc Leod Ganj non e’ triste. Nei templi buddisti incontriamo persino delle perle di saggezza. :mrgreen:

2009_11_05_13_44

E dopo le montagne, ci dirigiamo nel deserto del Rajasthan.

Stampa il post Stampa il post
Uttar Pradesh e Madhya Pradesh
Nov 16th, 2009 by giulia

Il primo impatto con l’India e’ assolutamente incredibile!

La frontiera tra Nepal e India la passiamo, pensate un po’… con un riscio’! Il poverino cerca di pedalare attraverso moto, auto e persone a piedi che vanno in tutti i sensi. Alla fine, tra urla e clacson, riesce in qualche modo a intrufolarsi fino ai doganieri, una banda di signori baffuti, senza nessuna uniforme, che sembrano appena usciti da un film sulla mafia. Ci fanno un timbro sul passaporto e ci congedano con un cenno della mano. Siamo in India!!!

2009_10_24_14_48

Scopriamo subito che in questo paese “everything is possible, but maybe not available!” Capiamo che per ricevere qualsiasi informazione e’ meglio rivolgersi almeno a tre persone diverse e consultare attentamente la guida (che qui e’ sacra!), dato che non si riesce mai a distinguere tra verita’ e bugie. Diciamolo, gli indiani sono un po’ degli imbroglioni! Dopo l’assoluta onesta’ dei nepalesi, all’inizio facciamo un po’ di fatica ad abituarci, ma dopo qualche giorno di pratica e dopo aver capito quali sono i prezzi “corretti”, scopriamo che viaggiare in India puo’ essere molto divertente… non sai mai quello che ti puo’ capitare! Certo che puo’ essere molto utile imparare a scacciare le orde di scocciatori con un solo gesto della mano… quando funziona!

Il primo luogo che visitiamo e’ Varanasi, la citta’ sacra costruita sulle rive del Gange. Il Gange e’ il fiume piu’ inquinato di tutto il mondo, ma secondo la religione hindu’ le sue acque purificano da tutti i peccati, quindi ogni mattina si puo’ vedere una moltitudine di pellegrini che si bagnano nel fiume e lasciano delle “puja” (=offerte) per gli dei. All’alba assistiamo a questi rituali da una barca a remi che ci accompagna lungo i vari “ghat” (=scalinate che portano al fiume). L’atmosfera e’ magica e carica di spiritualita’.Varanasi e’ anche la piu’ sacra delle citta’ dove si possa andare a morire, e le pire funerarie bruciano sulle rive del Gange da mattina a notte inoltrata, ininterrottamente.

2009_10_23_06_28 2009_10_23_06_34

Questo luogo non e’ sacro solo per gli induisti, pero’. Vicino a Varanasi, nella localita’ di Sarnath, un’antichissima stupa celebra il luogo dove il Buddha ha pronunciato il suo primo sermone davanti ai suoi discepoli. In completo contrasto con il caos di Varanasi, la pace regna in questo angolo di meditazione.

2009_10_24_16_04

La tappa seguente e’ Khajuraho, famosa per i suoi templi induisti e giainisti decorati con immagini erotiche. Ci colpiscono molto queste raffigurazioni scultoree che sembrano uscite direttamente dal Kamasutra, soprattutto se pensiamo alla condizione della donna in India. Riflettiamo sul fatto che la mitologia indiana e’ piena di storie legate al sesso, e i milioni di dei hindu’ passano il tempo a divertirsi, mentre nella societa’ questo argomento e’ assolutamente tabu’. Ancora oggi, le donne devono fare molta attenzione a come si vestono, per non turbare le tradizioni. Le donne occidentali, per quanto cerchino di vestirsi in maniera casta, sono quasi sempre viste come “donne facili”, soprattutto se si azzardano ad andare in giro da sole, e attirano gli sguardi di tutti gli uomini presenti. In India, i matrimoni sono ancora per la maggior parte combinati, e le donne passano dall’autorita’ del padre a quella del marito, senza poter dare la propria opinione. Non stupisce che a Khajuraho i turisti indiani siano praticamente tutti degli uomini!!!

2009_10_25_15_10 2009_10_25_15_38

Visitando il nord dell’India non ci si puo’ dimenticare di fermarsi ad Agra, per ammirare lo spettacolare e famosissimo Taj Mahal. All’alba la luce che lo illumina e’ perfetta, e conferisce al monumento quell’aurea surreale che lo rende assolutamente all’altezza della sua fama.

2009_10_28_08_20

Rimaniamo per ore incantati a guardarlo… ancora una foto… e poi un’altra… un ultimo sguardo… ora dobbiamo andare… e Giulia si gira ancora mille e mille volte… difficile staccare gli occhi da questo mausoleo bellissimo, costruito nella meta’ del XVII secolo da un imperatore moghul (musulmano) per amore di sua moglie, morta dando alla luce il loro 14esimo figlio.

2009_10_28_08_29

Una breve sosta a Dehli ci porta a ripercorre gli ultimi passi del Mahatma Gandhi, colui che ha permesso all’India di liberarsi dalla dominazione coloniale inglese, predicando la dottrina della non violenza e della resistenza passiva. Nel 1947 l’India ha ottenuto l’indipendenza, e contro il parere di Gandhi e’ stata divisa in 2 nazioni: India, a maggioranza hindu’, e Pakistan, a maggioranza musulmana. L’anno seguente pero’ Gandhi e’ stato assassinato da un fanatico hindu’, che non condivideva le aspirazioni di Gandhi per un’India unita e multireligiosa.

2009_10_29_16_05

E dopo Dehli ci trasferiremo nello stato del Punjab, dove faremo conoscenza con la religione Sikh.

Stampa il post Stampa il post
»  Substance: WordPress   »  Style: Ahren Ahimsa
© Davide & Giulia 2009