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Impressioni sulla Cina
Oct 1st, 2009 by giulia

Dopo un mese in giro per la Cina, le nostre conoscenze di cinese sono rimaste disastrose! Le differenze tra i vari toni sono ancora un mistero per noi, e ci si arrangia comunicando come si puo’, a sorrisi e a gesti (ma anche i gesti spesso sono diversi! i numeri per esempio cambiano in ogni regione…). Le persone che parlano inglese sono pochissime.

In compenso pero’ abbiamo imparato alcune cose riguardo alla cultura cinese e al loro stile di vita. La Cina che abbiamo incontrato e’ molto diversa da come ce la immaginavamo. Abbiamo trovato citta’ moderne e molto sviluppate, simili da un lato a quelle europee ma piu rumorose. La Cina e’ in continuo progresso, con cantieri ovunque, dove uomini e donne lavorano giorno e notte, anche di domenica. Qui anche le donne fanno lavori pesanti, come per esempio riparare le strade. I cinesi sono laboriosi e rapidissimi, anche se un po’ approssimativi. Tutto viene fatto velocemente, e la manodopera certo non manca, col risultato che spesso nei luoghi di lavoro c’e una gran confusione, con gente che fuma, chiacchiera, mangia… praticamente lavorano cosi tanto che il luogo di lavoro diventa come la loro casa!

Abbiamo scoperto che in Cina c’e’ un senso della collettivita’ a noi sconosciuto. Sono cosi’ numerosi che sono abituati a fare tutto in compagnia, compreso anche… andare al bagno! Nei gabinetti pubblici infatti le porte non esistono.

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I posti turistici (tra l’altro molto cari) sono sempre affollatissimi e sembra che ai cinesi non dia alcun fastidio sgomitare per riuscire a fare una foto nel posto piu pittoresco, anzi la folla e’ la testimonianza che quel luogo vale veramente la pena!

In pubblico si puo’ fare tutto cio’ che si vuole e quasi nulla e’ considerato scortese o maleducato: si puo’ parlare forte e anche gridare, di puo’ sputare ovunque facendo versi animaleschi (e nessuno si girera’!), si possono mettere le dita nel naso e si puo’ sorpassare tutta la fila dando spintoni per farsi largo. Un paio di regole sono pero’ molto importanti e vengono rispettate da tutti (tranne che dai turisti stranieri!): quando si danno dei soldi o dei regali bisogna porgerli con entrambe le mani, e quando si ha finito di mangiare le bacchette vanno appoggiate sulla ciotola e non sul tavolo.

Viaggiare in Cina puo’ essere faticoso, e spesso ci siamo scontrati con la confusione da un lato e la rigidita’ e il controllo assoluto dall’altro¬†(ci ritroviamo sempre con decine di ricevute nelle tasche, e per fare qualsiasi cosa e’ necessario un biglietto, prenotazione, permesso, ecc.). Ci si rende conto di non essere liberi, alcuni libri e siti internet sono vietati e senza accorgerti ti misurano la temperatura quando meno te lo aspetti! D’altro canto e’ un paese assolutamente sicuro e neanche di notte si ha paura di essere importunati.

Dopo esserci abituati alla vita in Cina, ci manchera’ questo paese rumoroso, pieno di persone gentilissime e cibo squisito. Saremo pero’ anche sollevati di scappare dalla burocrazia e di ritrovare la nostra liberta’!

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Yunnan e Sichuan
Sep 29th, 2009 by giulia

Per arrivare nello Yunnan, piu’ precisamente a Kunming, prendiamo il nostro primo treno notturno cinese… addio al comfort della Transiberiana, qui per raggiungere il nostro letto (al terzo piano!) dobbiamo arrampicarci come scimmiette… imbranate! Naturalmente sfiguriamo davanti ad arzille signore di mezza eta’ che saltano nel loro letto senza alcun problema… ma allora il Tai-Chi serve veramente!

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Cena vegetariana? Un concetto cinese, copie vegetariane perfette della carne!

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Stanchi delle tante mete super-turistiche che abbiamo visitato finora, scegliamo di regalarci qualche giorno di tranquillita’ nel paesino sconosciuto di Shaxi, dove ci facciamo coccolare in una carinissima Guesthouse costruita in un antico teatro.

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La moglie del proprietario, che non parla una parola di inglese, ci adotta come dei figli nutrendoci con cibo squisito e ci accompagna al mercato locale, l’evento glamour della settimana, con persone che giungono da ogni paesino della vallata per comprare tutto cio’ di cui hanno bisogno (e si puo’ trovare veramente di tutto!).

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Ormai abituati a essere gli unici turisti, torniamo alla realta’ quando arriviamo a Lijiang, la cui citta’ vecchia e’ stata totalmente ricostruita “a misura di turista” dopo il terremoto del ’96. Ora ci sono solo negozi o ristoranti! Il luogo e’ comunque assolutamente pittoresco, con le sue case di legno, i canali e le classiche lanterne rosse in ogni angolo.

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Chiaramente alloggiamo da Mama Naxi, una specie di istituzione tra i back-packers, che ci fa morire dal ridere col suo inglese maccheronico, i quintali di frutta che regala a tutti e la sua totale confusione.

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Ritorniamo alla calma camminando sui sentieri della Tiger Leaping Gorge, dove i 28 tornanti che bisogna superare per raggiungere il punto piu’ alto tengono alla larga i turisti cinesi. E in mezzo a questa gola ci godiamo un bellissimo tramonto in compagnia di Joel e Merlos.

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Appena cambiamo provincia e ci ritroviamo nel Sichuan, vogliamo subito provare la specialita’ locale: l’hot pot, ovvero la versione cinese… della fondue chinoise! Davvero piccante come dicono, e si puo’ scegliere di far cuocere nel brodo praticamente qualsiasi cosa… anche se Giulia davvero non capisce come deve fare per mangiare il suo pesce pieno di lische… con l’unico ausilio delle bacchette!

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E finalmente a Chengdu arriva il momento tanto atteso di osservare I PANDA!!! Che dire? Troppo teneri!!! E questa e’ davvero una fortuna per loro, perche’ guardandoli viene voglia di prenderli in braccio e salvarli dall’estinzione, quasi inevitabile per loro. Infatti mangiano esclusivamente bambu’ (che non e’ molto nutriente), ma il loro stomaco e’ tipicamente da carnivori! Strano animale dal punto di vista darwinistico…

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Piu’ di 12 ore di bus ci portano attraverso uno scenario apocalittico fino a Jiuzhaigou. La vallata che attraversiamo e’ stata colpita da un forte terremoto l’anno scorso, e ancora oggi la gente vive in case prefabbricate, circondati da ponti crollati e terra che e’ franata ovunque.

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Nel parco di Jiuzhaigou, invece, che e’ stato risparmiato dal sisma, il paesaggio e’ completamente diverso. Laghi e cascate si susseguono uno dopo l’altro, con dei colori che cambiano continuamente, dal verde all’azzurro al… semplicemente impossibile! Ma siamo sicuri che non hanno aggiunto del colorante???

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Peccato che per entrare nel parco si debba pagare una cifra esorbitante, prendere dei bus (ovviamente a benzina!) e camminare rigorosamente sulle stradine di legno costruite appositamente. Ecco il concetto di parco NATURALE cinese!

Ultima chicca, una serata “tipicamente tibetana” che passiamo in compagnia di altre turiste cinesi… non sappiamo cosa ci sia di veramente tibetano nei balli e nelle canzoni presentate, ma veniamo risucchiati nell’ambiente karaoke e finiamo per cantare “la bella verzaschina” e “gruppo del mendrisiotto” per non dimenticare le nostre origini… dopotutto anche noi siamo una minorita’ nel nostro paese!

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Purtroppo questo sara’ l’unico Tibet che potremo vedere, perche’ in quello vero non ci lasciano entrare! A causa dell’imminente 60esimo della rivoluzione, i permessi non vengono piu’ dati a nessuno… e siamo costretti a malincuore a prendere un volo per Kathmandu.

Un proverbio cinese dice: “Chi ha visto le montagne a Huang Shan non vuole piu’ vedere altre montagne, e chi ha visto l’acqua a Jiuzhaigou non vuole piu’ vedere altra acqua”. Beh, noi aspettiamo comunque con impazienza il mare, e non vediamo l’ora di vedere l’Himalaya!

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Huang Shan, Shanghai, Guilin
Sep 25th, 2009 by davide

Huang Shan, prima destinazione dopo Pechino. Una montagna famosissima in tutta la Cina. Avete in mente i tipici dipinti asiatici con dei picchi vertiginosi punteggiati da pini contorti? Ebbene Huang Shan e’ esattamente cosi’!

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Trascorriamo una giornata scarpinando su scalinate al limite del reale, a volte sospese sulla roccia verticale. La giornata e’ nebbiosa, ma a volte la foschia si dirada e ci rivela delle montagne magnifiche che galleggiano nelle nuvole. Siamo affascinati da questo scenario da favola e non vogliamo che finisca mai.

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A volte degli elementi ci riportano alla realta’, un bancomat e un hotel cinque stelle in mezzo alla montagna, le orde di cinesi con tanto di guida e uniforme di gruppo. Ma la magia ha la meglio su tutto questo.

La tappa seguente e’ Shanghai, polo economico della Cina e storicamente la citta’ piu’ “occidentale”. Ci troviamo davanti a un cantiere infinito, la gente lavora 24 ore su 24 per prepararsi all’Expo 2010, l’ultimo avvenimento “marketing” del paese.

L’highlight e’ il quartiere di Pudong, che offre una skyline impressionante di grattacieli tra i piu’ alti al mondo. Saliamo sulla Jinmao Tower all’87esimo piano, a 340m!

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Tornati con i piedi per terra ci aggiriamo nella minuta citta’ vecchia, un piccolo angolo risparmiato dai grattacieli e passiamo la serata a bocca aperta ammirando uno spettacolo di acrobati cinesi.

Shanghai e’ solo una breve tappa, un treno a levitazione magnetica ci proietta a 431 km/h verso l’aeroporto dove prendiamo un volo per Guilin, nel Sud – Ovest del paese.

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Guilin ci assale fisicamente, il luogo e’ caldo e umido, e l’aria non si rinfresca nenche di sera. In cambio pero’, il luogo e’ stupendo, l’atmosfera e’ rilassata, con i vecchietti che giocano nei parchi, le colline a punta che circondano la citta’.

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Nella regione visitiamo delle risaie abbarbicate alla montagna e percorriamo un fiume che serpeggia attraverso colline dalle forme fantasiose. Alla mattina ci svegliamo  con una lezione di Tai Chi e impariamo a cucinare delle pietanze locali, come il pesce alla birra e i ravioli al vapore.

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Pechino
Sep 20th, 2009 by davide

Cina, un paese immenso, popolato da una massa di cinesi. Una destinazione che affascina per la sua storia millenaria, la sua cultura raffinata, le grandi opere. Ma sara’ poi tutto vero?

Per quanto ci riguarda la Cina non puo’ lasciare indifferenti. Dopo tanto girovagare in pianure e steppe sconfinate il nostro arrivo in questo paese e’ stato uno shock. Scesi dal treno ci troviamo in una Pechino calda, affollata, stimolante. La gente e’ ovunque, vivace e rumorosissima.

Nel nostro quartiere tradizionale di pechino, un “hutong”, la vita e’ sempre presente, al mattino presto i vecchietti si aggirano nel parco facendo tai chi, i bambini fanno la pipi’ e la cacca ovunque con i loro tattici pantalocini tagliati ad altezza culetto. La gente ci attornia, grida, sputa, mangia, fuma per strada.

Ma anche ci aiuta sempre con gentilezza quando siamo persi perche’ non sappiamo leggere i caratteri cinesi. Oppure cerca di capirci anche se il nostro cinese e’ incomprensibile (in cinese la pronuncia deve essere impeccabile per poter distinguere le parole tra loro). Girando per strada ci si sente molto sicuri, non si percepisce nessuna violenza.

A Pechino reincontriamo i nostri amici Juan e Eli che hanno condiviso con noi la spedizione in Mongolia. E’ in loro compagnia che andiamo ad assaggiare una prelibatezza locale: l’Anatra alla Pechinese.

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L’anatra viene bollita, la pelle separata dal grasso e successivamente arrostita esternamente. Risultato: una carne croccante e mordida nello stesso tempo. Accompagnata da salsine e una specie di pancakes. Una vera delizia.

A Pechino non poteva mancare la visita alla piazza Tiananmen e alla Citta’ Proibita. La piazza, luogo storico dei cambiamenti storici in Cina, e’ blindatissima, le borse vengono passate ai raggi X. La Citta’ Proibita e’ il complesso di edifici piu’ grande al mondo, centinaia di costruzioni e migliaia di camere la compongono. Non si puo’ pero’ visitarli, solo camminare negli spazi esterni tra un edificio e l’altro. Tra migliaia e migliaia di cinesi che urlano e spingono! Sigh.

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Dopo tutta questa bolgia decidiamo di andare alla Muraglia Cinese. Camminiamo sulla muraglia per 10 km, tra Jinshanling e Simatai. La scelta e’ vincente, il luogo e’ a piu’ di 3 ore da Pechino e pochi turisti si avventurano qui. Passiamo una giornata in uno scenario da favola.

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Un ultimo luogo che consigliamo caldamente a Pechino e’ il “798 Art District”, un quartiere post-industriale pieno di gallerie e esposizioni d’arte moderna. Un luogo in cui ci si puo’ perdere per ore!

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Che incontro!
Sep 17th, 2009 by giulia

Guardate un po’ qui chi abbiamo incontrato tra le montagne della Cina!

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Per chi non li conoscesse, sono i nostri amici Joel e Merlos, anche loro partiti da qualche mese per un viaggio di un anno in giro per il mondo. La cosa incredibile e’ che le nostre mete sono piuttosto diverse, e durante tutto l’anno le nostre strade si incrociano solo una volta… proprio qui! E quando il destino ci mette lo zampino, non c’e’ bisogno di internet per riuscire a trovarsi… basta camminare godendosi lo stupendo paesaggio della Tiger Leaping Gorge (2000 metri di vallata che sormontano un fiume impetuoso)!

Ed e’ cosi’ che abbiamo trascorso praticamente due giorni interi a chiacchierare ininterrottamente, raccontandoci le nostre esperienze… che piacere!!!

Chi vuole scoprire anche il percorso di Joel e Merlos puo’ andare a curiosare sul loro sito.

Per i nostri racconti sulla Cina invece dovete aspettare ancora un po’… abbiate pazienza, in fondo siamo in vacanza!

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