Il nostro arrivo a Santiago è dolce-amaro. Da un lato siamo molto felici di incontrare degli amici di famiglia di Giulia. Ai tempi della dittatura di Pinochet, nel 1973, avevano dovuto scappare in Ticino per evitare le persecuzioni. Caduto il regime hanno potuto ristabilirsi a Santiago.
D’altra parte però non possiamo approfittare appieno della visita perché Giulia ha, da un po’ di tempo a questa parte, un problema all’orecchio e dobbiamo recarci a una clinica per curarlo.
L’accoglienza presso i nostri amici è stata più che calorosa e in questo momento difficile ci fa piacere, dopo tanti mesi, vivere in una vera casa. Ci sentiamo quasi parte della famiglia.
Tra un dottore e l’altro troviamo il tempo di visitare Santiago. Doverosa una visita alla Moneda, il palazzo presidenziale teatro del golpe di Pinochet e al nuovissimo Museo della Memoria, che illustra i difficili anni della dittatura.
La salute però viene prima di tutto. Dopo molte analisi e telefonate in Svizzera, decidiamo a malincuore di ritornare a casa. Non preoccupatevi, la situazione dell’orecchio di Giulia non è grave ma preferiamo tenerlo controllato da uno specialista ed evitare ulteriori stress da viaggio.
Anche se in realtà in Cile le cure non mancano!
Dopo un interminabile volo Iberia, a Zurigo troviamo ad accoglierci un comitato d’accoglienza coi fiocchi. E a qualche ora dal rientro ci troviamo già davanti a una bella fondue!
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