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Terremoto in Cile
Feb 28th, 2010 by davide

Come avrete tutti saputo, il Cile è stato scosso da un terribile terremoto. Noi siamo in Svizzera già da diversi giorni, da dove abbiamo seguito l’avvenimento con apprensione. Abbiamo appena avuto notizia che i nostri amici a Santiago sono salvi. Il nostro pensiero va ora a tutti gli abitanti del Cile e di tutte le zone colpite nel Pacifico.

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Santiago
Feb 28th, 2010 by davide

Il nostro arrivo a Santiago è dolce-amaro. Da un lato siamo molto felici di incontrare degli amici di famiglia di Giulia. Ai tempi della dittatura di Pinochet, nel 1973, avevano dovuto scappare in Ticino per evitare le persecuzioni. Caduto il regime hanno potuto ristabilirsi a Santiago.

D’altra parte però non possiamo approfittare appieno della visita perché Giulia ha, da un po’ di tempo a questa parte, un problema all’orecchio e dobbiamo recarci a una clinica per curarlo.

L’accoglienza presso i nostri amici è stata più che calorosa e in questo momento difficile ci fa piacere, dopo tanti mesi, vivere in una vera casa. Ci sentiamo quasi parte della famiglia.

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Tra un dottore e l’altro troviamo il tempo di visitare Santiago. Doverosa una visita alla Moneda, il palazzo presidenziale teatro del golpe di Pinochet e al nuovissimo Museo della Memoria, che illustra i difficili anni della dittatura.

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La salute però viene prima di tutto. Dopo molte analisi e telefonate in Svizzera, decidiamo a malincuore di ritornare a casa. Non preoccupatevi, la situazione dell’orecchio di Giulia non è grave ma preferiamo tenerlo controllato da uno specialista ed evitare ulteriori stress da viaggio.

Anche se in realtà in Cile le cure non mancano! :mrgreen:

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Dopo un interminabile volo Iberia, a Zurigo troviamo ad accoglierci un comitato d’accoglienza coi fiocchi. E a qualche ora dal rientro ci troviamo già davanti a una bella fondue!

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Isola di Pasqua
Feb 25th, 2010 by giulia

Non appena scendiamo dall’aereo e mettiamo piede sull’Isola di Pasqua (ovvero Rapa Nui), respiriamo immediatamente un’atmosfera molto diversa da quella della Polinesia Francese e subito ci innamoriamo di quest’isola remota con delle forti tradizioni. Siamo inoltre felici di non essere più a rischio tifone, che alla fine, dopo la nostra partenza, si è abbattuto sulla polinesia! 8-O

Questo è il periodo migliore di tutto l’anno per visitare l’Isola di Pasqua, infatti avevamo previsto di venirci proprio ora perché durante due settimane si svolge il Tapati Rapa Nui, un festival durante il quale vengono presentate varie attività tradizionali tra cui figurano molti sport, danze e canti tipici dell’isola. Niente di turistico però, il festival è in pratica una gara tra due ragazze, e le loro rispettive famiglie, a cui partecipa tutta l’isola per cercare di guadagnarsi il grande onore della vittoria. E subito anche noi veniamo contagiati dalla febbre della competizione… vincerà Abigail oppure Valeria?

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La settimana passa velocissima, chi l’ha detto che sull’Isola di Pasqua dopo il primo giorno non si sa più cosa fare? Noi rimaniamo incantati dagli incredibili paesaggi e dalla scoperta della cultura Rapa Nui. Una bella passeggiata ci porta fino al vulcano (estinto) di Orongo, dove veniva celebrato il culto dell’hombre-pajaro, cioè l’uomo-uccello. Pensate che anticamente tutti gli uomini più forti nuotavano fino a un isolotto e ci rimanevano per molte settimane cercando di trovare il primo uovo di sterna. Chi tornava vincitore diventata l’uomo-uccello, vale a dire il capo spirituale dell’isola per un anno intero.

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Prima di dedicarsi al culto dell’hombre-pajaro però gli isolani adoravano i più conosciuti Moai, le enormi statue che troneggiano in tutta l’Isola di Pasqua. Queste statue venivano tutte scolpite in una cava situata vicino a un altro vulcano, e come potessero poi essere trasportate nel luogo di destinazione rimane tutt’ora un grande mistero.

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Tra i tanti modi di girare l’isola, che misura 25km di lunghezza e 12 di larghezza, non potevamo certo dimenticare il cavallo, silenzioso ed efficiente… se si riesce a fargli capire dove si vuole andare! A cavallo siamo riusciti a raggiungere il punto più alto dell’isola, “ben” 507 metri!

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A Rapa Nui non c’è solo cultura, ci si può anche rilassare sulla bellissima spiaggia di Anakena (ma i Moai sono sempre presenti!) e si possono incontrare tanti viaggiatori zaino in spalla come noi per condividere cenette e consigli di viaggio.

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Tahiti e Moorea
Feb 24th, 2010 by davide

Polinesia Francese, un nome che evoca luoghi da sogno, relax e lusso. Beh, spesso lo è, ma non necessariamente per tutti. Il nostro viaggio verso la Polinesia inizia male, ancora prima di lasciare l’Australia. Alle quattro del mattino dobbiamo litigare con la signora del check-in di Sydney a causa del biglietto elettronico. Appena prima del volo Davide perde le carte di credito. Come se non bastasse, arrivati a Tahiti ci rechiamo al porto per prendere il ferry per Moorea e scopriamo che gli orari sono cambiati e dobbiamo aspettare sei ore!

Ma non tutti i mali vengono per nuocere, infatti aspettando il ferry conosciamo Tomas e Lisen, una simpaticissima coppia svedese che è nella nostra stessa situazione. Loro stanno viaggiando per nove mesi con la loro figlia di cinque anni, Alexandra.

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Arrivati a Moorea scopriamo con piacere che il nostro hotel è molto carino. La stagione non è quella giusta, piove spesso ma l’isola è bella. L’acqua è estremamente limpida e calma. La barriera corallina circonda quasi totalmente l’isola proteggendola dal mare. Nella laguna è possibile spostarsi con il kayak ed avvistare facilmente squali e razze, che si avvicinano curiosi.

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La sera non c’è molto da fare. I nostri amici svedesi soggiornano in un camping vicino e spesso organizziamo cenette con loro e con gli altri backpacker del camping. I prezzi esorbitanti della Polinesia incentivano la cucina fai da te!

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A metà settimana arriva una notizia che ci preoccupa un sacco. È stata dichiarata un’allerta tifone! Il tifone dovrebbe raggiungere l’isola il giorno prima del nostro volo! Per fortuna nei giorni seguenti il tifone si indebolisce fino a trasformarsi in una debole depressione atmosferica. Sollevati, esploriamo l’isola in auto, come sempre pero’ disturbati dall’immancabile pioggia.

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L’ultimo giorno torniamo in ferry a Tahiti. Passiamo il pomeriggio in città in attesa del volo e ne approfittiamo persino per andare al cinema, un lusso raro quando si viaggia. Dopo una cenetta a base di pollo grigliato cucinato nelle roulotte ambulanti insieme a un tassista un po’ matto, siamo finalmente pronti per volare a Rapa Nui, l’Isola di Pasqua!

La Polinesia ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, sarà la stagione sbagliata, magari l’allerta tifone, o qualche sfortuna personale… Non sappiamo bene, probabilmente è una destinazione che può essere assaporata appieno solamente scegliendo il lusso, sicuramente non da backpacker!

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Sydney
Feb 12th, 2010 by davide

La nostra prima tappa in Oceania é cortissima, solo 20 ore! Un cambiamento di volo ci obbliga a rimanere poco tempo a Sydney prima di andare in Polinesia Francese.

La giornata é caldissima, piú di 35 gradi. Decidiamo quindi di ripararci nel “Sydney Wildlife World”, uno zoo moderno che permette di vedere tutta la fauna tipica australiana. In un paio di ore possiamo quindi vedere koala, coccodrilli, canguri, serpenti e ragni velenosi, farfalle,… Lo zoo é ben strutturato e ricco di spiegazioni.

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Usciti scopriamo che la stupenda giornata estiva si é trasformata in una tempesta temporalesca. La temperatura é calata bruscamente. Zigzagando tra la pioggia e i grattacieli raggiungiamo la famosissima Opera House per una classica foto ricordo.

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Il tempo non tende a migliorare e decidiamo di tornare in ostello. Siamo comunque stupiti dalla simpatia e espansivitá degli australiani. Persino i cartelli ti invitano a camminare sull’erba e fare il picnic. Non siamo proprio in Svizzera!

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La sera incontriamo Alexandra e Althea, due simpatiche australiane che avevamo conosciuto durante il trekking in Nepal. Con loro andiamo a visitare la famosissima Bondi Beach, di solito strapiena ma in quell’occasione vuota a causa del maltempo. La serata continua con una buonissima cenetta in un ristorante vietnamita-fusion. É stato molto bello incontrare questi amici di viaggio una seconda volta!

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