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Uttar Pradesh e Madhya Pradesh
November 16th, 2009 by giulia

Il primo impatto con l’India e’ assolutamente incredibile!

La frontiera tra Nepal e India la passiamo, pensate un po’… con un riscio’! Il poverino cerca di pedalare attraverso moto, auto e persone a piedi che vanno in tutti i sensi. Alla fine, tra urla e clacson, riesce in qualche modo a intrufolarsi fino ai doganieri, una banda di signori baffuti, senza nessuna uniforme, che sembrano appena usciti da un film sulla mafia. Ci fanno un timbro sul passaporto e ci congedano con un cenno della mano. Siamo in India!!!

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Scopriamo subito che in questo paese “everything is possible, but maybe not available!” Capiamo che per ricevere qualsiasi informazione e’ meglio rivolgersi almeno a tre persone diverse e consultare attentamente la guida (che qui e’ sacra!), dato che non si riesce mai a distinguere tra verita’ e bugie. Diciamolo, gli indiani sono un po’ degli imbroglioni! Dopo l’assoluta onesta’ dei nepalesi, all’inizio facciamo un po’ di fatica ad abituarci, ma dopo qualche giorno di pratica e dopo aver capito quali sono i prezzi “corretti”, scopriamo che viaggiare in India puo’ essere molto divertente… non sai mai quello che ti puo’ capitare! Certo che puo’ essere molto utile imparare a scacciare le orde di scocciatori con un solo gesto della mano… quando funziona!

Il primo luogo che visitiamo e’ Varanasi, la citta’ sacra costruita sulle rive del Gange. Il Gange e’ il fiume piu’ inquinato di tutto il mondo, ma secondo la religione hindu’ le sue acque purificano da tutti i peccati, quindi ogni mattina si puo’ vedere una moltitudine di pellegrini che si bagnano nel fiume e lasciano delle “puja” (=offerte) per gli dei. All’alba assistiamo a questi rituali da una barca a remi che ci accompagna lungo i vari “ghat” (=scalinate che portano al fiume). L’atmosfera e’ magica e carica di spiritualita’.Varanasi e’ anche la piu’ sacra delle citta’ dove si possa andare a morire, e le pire funerarie bruciano sulle rive del Gange da mattina a notte inoltrata, ininterrottamente.

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Questo luogo non e’ sacro solo per gli induisti, pero’. Vicino a Varanasi, nella localita’ di Sarnath, un’antichissima stupa celebra il luogo dove il Buddha ha pronunciato il suo primo sermone davanti ai suoi discepoli. In completo contrasto con il caos di Varanasi, la pace regna in questo angolo di meditazione.

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La tappa seguente e’ Khajuraho, famosa per i suoi templi induisti e giainisti decorati con immagini erotiche. Ci colpiscono molto queste raffigurazioni scultoree che sembrano uscite direttamente dal Kamasutra, soprattutto se pensiamo alla condizione della donna in India. Riflettiamo sul fatto che la mitologia indiana e’ piena di storie legate al sesso, e i milioni di dei hindu’ passano il tempo a divertirsi, mentre nella societa’ questo argomento e’ assolutamente tabu’. Ancora oggi, le donne devono fare molta attenzione a come si vestono, per non turbare le tradizioni. Le donne occidentali, per quanto cerchino di vestirsi in maniera casta, sono quasi sempre viste come “donne facili”, soprattutto se si azzardano ad andare in giro da sole, e attirano gli sguardi di tutti gli uomini presenti. In India, i matrimoni sono ancora per la maggior parte combinati, e le donne passano dall’autorita’ del padre a quella del marito, senza poter dare la propria opinione. Non stupisce che a Khajuraho i turisti indiani siano praticamente tutti degli uomini!!!

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Visitando il nord dell’India non ci si puo’ dimenticare di fermarsi ad Agra, per ammirare lo spettacolare e famosissimo Taj Mahal. All’alba la luce che lo illumina e’ perfetta, e conferisce al monumento quell’aurea surreale che lo rende assolutamente all’altezza della sua fama.

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Rimaniamo per ore incantati a guardarlo… ancora una foto… e poi un’altra… un ultimo sguardo… ora dobbiamo andare… e Giulia si gira ancora mille e mille volte… difficile staccare gli occhi da questo mausoleo bellissimo, costruito nella meta’ del XVII secolo da un imperatore moghul (musulmano) per amore di sua moglie, morta dando alla luce il loro 14esimo figlio.

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Una breve sosta a Dehli ci porta a ripercorre gli ultimi passi del Mahatma Gandhi, colui che ha permesso all’India di liberarsi dalla dominazione coloniale inglese, predicando la dottrina della non violenza e della resistenza passiva. Nel 1947 l’India ha ottenuto l’indipendenza, e contro il parere di Gandhi e’ stata divisa in 2 nazioni: India, a maggioranza hindu’, e Pakistan, a maggioranza musulmana. L’anno seguente pero’ Gandhi e’ stato assassinato da un fanatico hindu’, che non condivideva le aspirazioni di Gandhi per un’India unita e multireligiosa.

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E dopo Dehli ci trasferiremo nello stato del Punjab, dove faremo conoscenza con la religione Sikh.

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One Response  
  • Johnd287 writes:
    September 23rd, 2014 at 11:24

    Farmville farms even include free gift that is especially designed for the neighbors on badffceaecbf


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