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Yunnan e Sichuan
September 29th, 2009 by giulia

Per arrivare nello Yunnan, piu’ precisamente a Kunming, prendiamo il nostro primo treno notturno cinese… addio al comfort della Transiberiana, qui per raggiungere il nostro letto (al terzo piano!) dobbiamo arrampicarci come scimmiette… imbranate! Naturalmente sfiguriamo davanti ad arzille signore di mezza eta’ che saltano nel loro letto senza alcun problema… ma allora il Tai-Chi serve veramente!

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Cena vegetariana? Un concetto cinese, copie vegetariane perfette della carne!

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Stanchi delle tante mete super-turistiche che abbiamo visitato finora, scegliamo di regalarci qualche giorno di tranquillita’ nel paesino sconosciuto di Shaxi, dove ci facciamo coccolare in una carinissima Guesthouse costruita in un antico teatro.

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La moglie del proprietario, che non parla una parola di inglese, ci adotta come dei figli nutrendoci con cibo squisito e ci accompagna al mercato locale, l’evento glamour della settimana, con persone che giungono da ogni paesino della vallata per comprare tutto cio’ di cui hanno bisogno (e si puo’ trovare veramente di tutto!).

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Ormai abituati a essere gli unici turisti, torniamo alla realta’ quando arriviamo a Lijiang, la cui citta’ vecchia e’ stata totalmente ricostruita “a misura di turista” dopo il terremoto del ’96. Ora ci sono solo negozi o ristoranti! Il luogo e’ comunque assolutamente pittoresco, con le sue case di legno, i canali e le classiche lanterne rosse in ogni angolo.

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Chiaramente alloggiamo da Mama Naxi, una specie di istituzione tra i back-packers, che ci fa morire dal ridere col suo inglese maccheronico, i quintali di frutta che regala a tutti e la sua totale confusione.

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Ritorniamo alla calma camminando sui sentieri della Tiger Leaping Gorge, dove i 28 tornanti che bisogna superare per raggiungere il punto piu’ alto tengono alla larga i turisti cinesi. E in mezzo a questa gola ci godiamo un bellissimo tramonto in compagnia di Joel e Merlos.

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Appena cambiamo provincia e ci ritroviamo nel Sichuan, vogliamo subito provare la specialita’ locale: l’hot pot, ovvero la versione cinese… della fondue chinoise! Davvero piccante come dicono, e si puo’ scegliere di far cuocere nel brodo praticamente qualsiasi cosa… anche se Giulia davvero non capisce come deve fare per mangiare il suo pesce pieno di lische… con l’unico ausilio delle bacchette!

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E finalmente a Chengdu arriva il momento tanto atteso di osservare I PANDA!!! Che dire? Troppo teneri!!! E questa e’ davvero una fortuna per loro, perche’ guardandoli viene voglia di prenderli in braccio e salvarli dall’estinzione, quasi inevitabile per loro. Infatti mangiano esclusivamente bambu’ (che non e’ molto nutriente), ma il loro stomaco e’ tipicamente da carnivori! Strano animale dal punto di vista darwinistico…

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Piu’ di 12 ore di bus ci portano attraverso uno scenario apocalittico fino a Jiuzhaigou. La vallata che attraversiamo e’ stata colpita da un forte terremoto l’anno scorso, e ancora oggi la gente vive in case prefabbricate, circondati da ponti crollati e terra che e’ franata ovunque.

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Nel parco di Jiuzhaigou, invece, che e’ stato risparmiato dal sisma, il paesaggio e’ completamente diverso. Laghi e cascate si susseguono uno dopo l’altro, con dei colori che cambiano continuamente, dal verde all’azzurro al… semplicemente impossibile! Ma siamo sicuri che non hanno aggiunto del colorante???

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Peccato che per entrare nel parco si debba pagare una cifra esorbitante, prendere dei bus (ovviamente a benzina!) e camminare rigorosamente sulle stradine di legno costruite appositamente. Ecco il concetto di parco NATURALE cinese!

Ultima chicca, una serata “tipicamente tibetana” che passiamo in compagnia di altre turiste cinesi… non sappiamo cosa ci sia di veramente tibetano nei balli e nelle canzoni presentate, ma veniamo risucchiati nell’ambiente karaoke e finiamo per cantare “la bella verzaschina” e “gruppo del mendrisiotto” per non dimenticare le nostre origini… dopotutto anche noi siamo una minorita’ nel nostro paese!

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Purtroppo questo sara’ l’unico Tibet che potremo vedere, perche’ in quello vero non ci lasciano entrare! A causa dell’imminente 60esimo della rivoluzione, i permessi non vengono piu’ dati a nessuno… e siamo costretti a malincuore a prendere un volo per Kathmandu.

Un proverbio cinese dice: “Chi ha visto le montagne a Huang Shan non vuole piu’ vedere altre montagne, e chi ha visto l’acqua a Jiuzhaigou non vuole piu’ vedere altra acqua”. Beh, noi aspettiamo comunque con impazienza il mare, e non vediamo l’ora di vedere l’Himalaya!

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2 Responses  
  • mammaiaia writes:
    September 29th, 2009 at 08:30

    ….”ma veniamo risucchiati nell’ambiente karaoke e finiamo per cantare “la bella verzaschina” e “gruppo del mendrisiotto” per non dimenticare le nostre origini… dopotutto anche noi siamo una minorita’ nel nostro paese!…”
    Ahi,ahi,ahi! poveri cinesi costretti ad ascoltare i TI-cinesi e povero italiano (attenta Giulia, le minoranze di tutto il mondo insorgeranno e finiranno per mandarti alla… scuola speciale!).
    E se dopo qualche salitella nepalese vi venisse voglia di intonare… “se mi sum sctracc menìm a cà”? (è pur invidia, naturalmente) baci baci

  • Ivan writes:
    October 2nd, 2009 at 22:21

    Ma che bei posti e che belle foto!! State facendo un sacco di cose… stento a starvi dietro con le news!! ;)
    Beh, continuate così!!
    Un abbraccio
    Ivan


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