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Mongolia
Aug 26th, 2009 by giulia

Mongolia, un paese estremo, dove Gengis Khan fondo’ l’impero piu’ grande dell’umanita’. Un paese immenso, con un clima rigido, dove meta’ della popolazione vive ancora da nomade nelle tende di feltro (ger) spostandosi con il loro gregge alla ricerca dell’erba piu’ verde.

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Qui inizia la nostra avventura: 18 giorni in giro per la Mongolia, quasi 3000 km di strade sterrate con dei buchi larghi come una casa su un minivan russo (quasi) inarrestabile…

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Bilancio: una macchina fotografica rotta, un iPod inutilizzabile in forma di banana, dei muscoli del collo come dei tori.

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I partecipanti a questa spedizione sono 5: oltre ai vostri due amici svizzeri ci sono Eli & Juan, spagnoli, e Federico, italiano. Li accompagnano un autista formidabile ma con il vizio del sorpasso, che chiameremo Pepito perche’ il suo nome e’ impossibile da ricordare, e Zola, una guida zelante che per fortuna cucina molto bene l’immancabile carne di pecora con tonnellate di pasta, patate e riso. Oltre a cucinare, la nostra guida Zola ci aiuta a capire un sacco di cose riguardo la Mongolia con le sue 10 parole di inglese… per esempio: “Ok guys, let’s have lunch here!”.

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In ogni caso la Mongolia e’ un paese da visitare soprattutto per i suoi paesaggi stupendi e variegati, si passa dal deserto del Gobi (35 gradi alla duna di sabbia Khongor) alla taiga circondata da montagne innevate alte 3000 metri (5 gradi al bordo del lago Khovsgol Nuur).

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Respiriamo una pace assoluta, a volte l’unico rumore che sentiamo e’ il nostro respiro accompagnato dallo sbattere delle ali degli uccelli. Viviamo a contatto con la natura lavandoci i denti sotto le stelle (a volte cadenti!) e andando in bagno nel bosco oppure nei tipici buchi circondati da assi di legno, ridiamo tanto coi nostri compagni di viaggio.

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Cos’altro possiamo raccontarvi? Di cammelli, di greggi enormi di capre e pecore, di renne, di aquile, di yaks che brucano tutto il giorno, di cavalli che ci portano in giro al galoppo, di bambini che ci invitano a casa loro per bere il te’ di latte salato oppure l’airag, cioe’ latte di giumenta fermentato. Un’altra parte fondamentale di questo viaggio sono le partite a “briscola chiamata” giocate sul tavolino delle ger, le tende mongole che ormai sono diventate la nostra casetta.

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A questa vita priva di acqua corrente ma ricca di sensazioni positive ci si abitua facilmente, e si potrebbe continuare cosi’, ma presto arriva il triste momento di salutare la nostra “pequena familia” e di ripartire per la Cina.

Un consiglio: venite a visitare la Mongolia prima che venga sommersa da tonnellate di asfalto e turisti!

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Ekaterinburg e lago Baikal
Aug 21st, 2009 by giulia

La Siberia l’abbiamo vista dal treno (o almeno abbiamo visto le sue betulle, come vi abbiamo gia’ raccontato…) e ci siamo fermati due volte per visitarne due pezzetti.

Dapprima una tipica citta’ sovietica, Ekaterinburg, che ora e’ in pieno sviluppo (una gru ad ogni angolo di strada). La parte migliore della citta’… e’ stata l’accoglienza di Ilona, Masha e Irina, che ci hanno ospitato tramite il couchsurfing (chi non lo conosce… vada immediatamente in internet ad informarsi!!!). In realta’ piu’ che ospitarci ci hanno letteralmente adottato, portandoci in giro a visitare tutta la citta’e pensando ad ogni nostro bisogno. Hanno anche risposto a tutte le nostre mille domande irrisolte sulla Russia… finalmente abbiamo trovato qualcuno che parla inglese!
Pezzo forte della visita:la frontiera tra Europa e Asia… guardate la povera europea triste e sola!

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Abbiamo ricambiato l’ospitalita’ cucinando un piatto di lasagne (che sono risultate buonissime!)… tutti gli ingredienti necessari trovati in un supermercato russo!

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Grazie ancora ragazze, siete state troppo gentili!!!

Seconda fermata della Transiberiana: il Baikal, che e’ il lago che contiente piu’ acqua di tutto il mondo. Piu’ precisamente ci siamo fermati sull’isola Olkhon, dopo 7 ore di bus su strada sterrata seduti su dei predellini di legno… dato che il numero dei nostri biglietti… non esisteva! Primo overbooking della nostra vita su un autobus. Per fortuna Giulia e’ stata salvata dalla gentilezza infinita di un russo (che non sorridono MAI ma in fondo sono brave persone) che le ha ceduto il suo posto.
Alla fine ci aspettava un paesaggio quasi da isola greca, con spiagge, russi a prendere il sole in costume e… qualche piccola differenza rispetto alla grecia!

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E la prossima fermata… ci porta gia’ in un’altra nazione… la Mongolia!

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Transiberiana
Aug 2nd, 2009 by davide

Regole d’uso per i non russi:

  • Appena saliti bisogna cambiarsi d’abito. Possibilmente delle tute da ginnastica con scritto “RUSSIA” in caratteri cubitali e calzare delle ciabatte. La scelta delle ciabatte e’ libera.
  • Dopo la partenza del treno richiedere alla Provodnitsa le tazze per il te’ (che possono essere accortamente convertite in bicchieri per la Vodka) e preparare la zona picnic (seguira’ descrizione piu’ avanti)
  • Portare con se quantita’ allucinanti di cibo e alcool
  • Fumare solamente nella zona di passaggio tra una carrozza e l’altra
  • Durante gli stop in stazione scendere rigorosamente in ciabatte e comprare ulteriori quantita’ di cibo e alcool
  • Dopo il pranzo e’ fortemente consigliato il pisolino pomeridiano
  • Prima di scendere dal treno riconsegnare il materiale alla Provodnitsa che controllera’ ogni salviettina e copricuscino con attenzione maniacale, pena il predicozzo in russo piu’ multa
  • Lasciare a casa qualsiasi libro, non immaginatevi di poter trovare il tempo per leggere

Come preparare un picnic russo sulla transiberiana:

  • Predisporre le tovagliolette di carta sul minuscolo tavolino
  • Su ogni tovaglietta di carta bisogna disporre i seguenti ingredienti:
    • Pomodori
    • Cetrioli
    • Salame
    • Pane nero rotondo
    • Pesce affumicato
    • Lardo
  • Tutti gli ingredienti descritti devono essere obbligatoriamente preparati a pezzetti
  • Brindare con un “toast”, qualsiasi scusa e’ buona

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Possibili compagni di viaggio:

  • Tre giovani tenenti paracadutisti russi, Dimitri, Anton e Sergyei. Appena incontrati ci offrono un vero picnic, brindiamo in un mix di russo, inglese, gesti e sorrisi. Li saluteremo commossi dopo due giorni ricevendo un bellissimo souvenir kitsch con tanto di dedica incomprensibile
  • Un normale uomo sulla quarantina, Alexiey, che all’inizio esita a brindare e dopo qualche ora viene gentilmente invitato a scendere dalla polizia in quanto completamente ubriaco
  • Delle donne di mezza eta’ che mantengono in uno stato impeccabile il loro scompartimento e che nutrono con quantita’ enormi i loro bimbi
  • Un colonnello generale della Kamchatka che parla russo a raffica, offrendoci dei pesci affumicati (gustati persino da Davide) e che brinda con noi con della Vodka di qualita’ superiore finendo inesorabilmente in un’ubriacatura normale
  • Un vagone pieno di turisti diretto a Ulaan-Bataar, che cuociono per 7 ore nella terra di nessuno in attesa di superare indenni la dogana.
  • Un ragazzo russo quattordicenne che fuma la pipa e beve Vodka offerta da sua madre
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Paesaggi visibili dal finestrino:

  • Betulle
  • Casette di legno sgarruppate
  • Betulle
  • Pini
  • Lago occasionale
  • Betulle
  • Betulle
  • Fabbriche in disuso
  • Betulle

La transiberiana e’ un’avventura umana, non conta il viaggio in se’ ma solamente chi ti sta accompagnando!

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